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La figura del vice allenatore
11 May 2005 by Alessandro Giuliani

Essendo stato per 8 anni assistente tra Verona e Reggio conosco perfettamente l’importanza di questa figura all’interno di uno staff tecnico di una prima squadra.
L’assistente deve essere preparato come e forse di più di un capo allenatore, deve conoscere l’idea di pallacanestro del suo head coach, sapere come aiutarlo, come insegnare questa pallacanestro in difesa, come in attacco saper dare i giusti consigli che poi verranno valutati dal capo allenatore.
Questo non significa che capo allenatore e assistente devono vedere tutto allo stesso modo ed essere sempre d’accordo, anzi: l’ass.coach deve prima di ogni cosa far sapere al capo tutti i dubbi che può avere per permettere al capo di vedere l’esattezza di questi consigli.
Sarebbe uno sbaglio per un assistente tacere dei dubbi al suo capo.
La lealtà tra i due deve essere alla base del rapporto e venire prima di tutto e l’head coach non può avere paura di un assistente che possa fargli “ombra” all’interno della società o del gruppo di giocatori: il capo allenatore o è capace oppure chiunque può fargli ombra.
L’assistente deve aiutare il capo nella costruzione della squadra,nella preparazione dei programmi annuali mensili settimanali e nel programma di allenamento giornaliero.
È durante la settimana che le grandi squadre si differenziano dalle piccole, nel lavoro giornaliero dei due allenatori e del gruppo.
Prima dell’allenamento i due coach si parlano si dividono il lavoro tra attacco/difesa tra lunghi/piccoli tra quintetto base/secondo quintetto in modo tale che durante l’allenamento entrambi sappiano dove andare a lavorare che i giocatori capiscano che entrambi hanno sotto controllo l’allenamento.
L’assistente deve avere sotto completo controllo il lavoro di scouting delle squadre avversarie.
Di solito vede le ultime 3/4 gare degli avversari per arrivare a fare un montaggio di circa 15/20 minuti dove mostra ai giocatori i giochi d’attacco principali le scelte difensive e le caratteristiche individuali degli avversari, inoltre con il capo decide le scelte difensive da attuare le eventuali “strategie” tattiche i giochi d’attacco più incisivi vs ogni determinata squadra.
Prima della gara parla ancora con il capo per rivedere mentalmente cosa fare e durante la gara deve essere un fiume in piena per l’head coach deve vedere quello che il coach non vede dare indicazioni su sostituzioni di giocatori su cambi di difesa su situazioni particolari che gli avversari presentano.
La figura dell’ass.coach è fondamentale per il capo nella gestione non solo della partita o dell’allenamento ma deve essere quello che conosce la parte più nascosta della personalità dei giocatori sapere bene e male del gruppo non per essere una “spia” ma per aiutare il capo nell gestione della squadra.


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