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Legadue: considerazioni al termine della regular season
24 Apr 2007 by Stefano Pucci

by Miro De Giuli

Rieti subito in A1, Caserta e Rimini prime teste di serie dei playoff, scendono Imola e Novara. Questo, in sintesi, il prodotto di una stagione regolare di Legadue intensa e divertente, combattuta e senza dominatrici.
Toccano per prime in tre, e dopo un supplementare, è Rieti a far partire la festa, approfittando della differenza canestri favorevole nel gironcino degli scontri diretti tra le capoliste.
Arbitro, la Scavolini Pesaro: budget più alto del campionato, squadra infarcita di pezzi grossi, e fallimento finale, gestendo gli incroci dell’ultima giornata con quattro perse in un minuto, l’ultimo, decisivo per la promozione dei sabini.
Gioisce dunque una Rieti che, dopo aver vinto la Final Four in casa, a metà stagione, rispetta la tradizione degli ultimi anni e strappa all’ultimo minuto il pass per l’Olimpo nazionale.
E’ festa anche la Coopsette Rimini, seconda e quindi con fattore campo favorevole per tutti i playoff, dopo essere partita di rincorsa a causa di un passaggio di consegne societario trascinatosi ad agosto inoltrato. Partiva senza obbiettivi precisi, l’armata di Ticchi: ha sfornato un campionato splendido, senza comunitari e con un Omar Thomas pescato dalle Filippine e trasformato in tuttofare di lusso. Attenzione, soprattutto in chiave futura, all’ex Texas El Paso, recuperato da una situazione familiare veramente pesante e portato a casa per il tradizionale tozzo di pane dalla dirigenza romagnola.
Ride anche Soresina, mina vagante dei playoff al termine di una stagione da underdog, con due americani praticamente perfetti e un clan di indigeni da far invidia alle big, abilmente amalgamati da un coach emergente come Andrea Trinchieri. Primo turno con Pavia, poi la vincente di Jesi – Caserta, e non è detto che non arrivi un Montegranaro bis.
Piangono invece, e pure forte, Caserta e Pesaro.
I bianconeri, dopo una stagione lungamente dominata, soccombono ad una Rieti uscita alla distanza e oggettivamente molto più forte, ma si mangiano le mani per aver sprecato un match point irripetibile a Pavia, di fronte a millecinquecento e più tifosi ospiti: restano i playoff, con Jesi, da affrontare con la beffa del fattore campo contrario in un’eventuale finale promozione e con tutta la pressione che un ambiente come quello casertano, caloroso ma sempre sul filo dell’isteria, può portare.
Pesaro recrimina invece su un deludente quinto posto, a fronte di un roster zeppo di nomi altisonanti, ma anche di doppioni, con l’aggravante di una gestione schizofrenica delle risorse, umane ed economiche, a disposizione. Primo turno con Ferrara, bella in casa ma in campionato il fattore campo è saltato due volte su due, poi eventuale derby con Rimini, per una squadra capace di tutto, in positivo come in negativo.
Nota particolarmente stonata, la situazione di Carlton Myers, la cui coscia maledetta (tre crack in pochi mesi) ha posto un serio interrogativo sul proseguimento di carriera.
Tra le deluse, merita una citazione particolare quell’Indesit Fabriano che ha perso il treno post season all’ultima fermata, a casa di un’Imola già retrocessa, senza cambi dei lunghi in uscita dalla panchina (Bonaiuti 4 tattico, Cusin e Casoli infortunati a seguire dalla tribuna) e senza stranieri. Peccato, per una piazza competente e appassionata, che non meritava di finire in questo modo.
A metà strada, troviamo poi le quattro formazioni che vanno dal sesto al nono posto: in rigoroso ordine di arrivo, Ferrara, Pavia, Jesi e Casale Monferrato. Centrati i playoff, starà a loro cercare di movimentare un finale di stagione comunque interessante, giocando sì fuori casa, ma con la tranquillità e la sicurezza aver già raggiunto di propri obbiettivi.
Limbo, ma con poche speranze di fare strada invece, per il secondo quartetto offerto da una classifica tutto sommato piuttosto in linea con ciò che si è visto in campo. Niente playoff, salvezza conquistata sul campo ma a forte rischio Comtec: sono Castelletto Ticino, Sassari, Reggio Calabria e Montecatini.
In due hanno fatto di necessità virtù, tenendo un occhio al bilancio e uno al parquet, in due hanno, ma è un classico, cominciato a piangere miseria con l’avvio del girone di ritorno, dopo aver speso parecchio per fare squadroni più o meno importanti.
E’ un film già visto negli ultimi anni, ma a scherzare col fuoco non va sempre bene, anzi. La recente storia parla di almeno un crack, e quindi almeno un ripescaggio negli ultimi quattro anni, e tra urla disperate e silenziosi lamenti, in questa zona della classifica, starebbero rischiando tutte.
A beneficiare di un eventuale crack, le due retrocesse, Imola e Novara.
Già matematicamente condannate alla B1 al termine della ventottesima giornata, per entrambe la priorità era il quindicesimo posto, primo e quasi sempre unico piazzamento utile per continuare ad avere la vetrina nazionale: ha vinto Imola, andando a espugnare il Pala Dal Lago di Novara dopo quaranta minuti di corri e tira, in una partita decisa da una penetrazione di Dontae Mathis, a Novara nel 2004 e nel 2005, a pochi secondi dalla sirena, per il 110-111 finale.
Annate sfortunate, scelte quasi sempre sbagliate e qualche volta, un pizzico di sfortuna per le cenerentole del campionato. Imola paga una gestione Gentile ai limiti dell’indecente (6-17 nelle prime ventitre, 4-3 nelle ultime sette, sotto Topone Pasini), Novara un continuo ruotare di uomini, sia in panchina che in campo, che non ha mai permesso di andare in campo con calma e tranquillità.
Archiviata la regular season, subito sotto con i playoffs, da domenica 29 aprile: Rimini – Casale Monferrato e Pesaro – Ferrara da una parte, Soresina – Pavia e Caserta – Jesi dall’altra, per arrivare ad eleggere la seconda regina del campionato in una corsa che in ogni caso, terminerà solamente nella prima settimana di giugno. La ragione dice di tenere d’occhio Pesaro da una parte e Caserta dall’altra, ma Rimini è solida, ha il fattore campo dalla sua, ed è l’unica ad avere dimostrato la costanza di rendimento necessaria per l’impresa.


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