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Eurolega: resoconto della prima fase
02 Feb 2007 by Andrea Zunino
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Siamo giunti al termine. Questa lunga ed estenuante prima fase di Eurolega è finita, stabilendo le squadre che entrano nell'elite del basket europeo, essendosi guadagnate il diritto di partecipare alle Top 16. Grandi imprese, giocate spettacolari, partite dominate e altre decise sul filo del rasoio, supplementari e garbage time, campioni che si confermano e nuove stelle emergenti. Si è visto tutto questo nei primi mesi della massima competizione europea, ma soprattutto si sono visti i migliori giocatori e le migliori squadre del vecchio continente, quelle che hanno tutte le intenzioni di essere ad Atene il 6 maggio e di scendere in campo nella bolgia dell'OAKA Olympic Arena, per giocarsi il titolo. I pronostici di inizio anno sono stati finora in gran parte rispettati: davanti a tutti c'è infatti la strafavorita, i campioni uscenti del CSKA. I moscoviti hanno chiuso il girone C con un record, 13-1, che non lascia spazio a repliche, forti di un'alchimia di squadra non riscontrabile da nessuna altra parte in Europa, e guidati da due menti geniali di questo gioco: l'mvp delle ultime Final Four Theo Papaloukas in campo e il nostro Ettore Messina in panchina. Ma anche le altri grandi non hanno deluso le aspettative: il secondo miglior record, con 12 vittorie, è infatti quello del Tau Vitoria, che può disporre di un numero di superstar da capogiro, primi fra tutti la coppia argentina Prigioni-Scola e il super acquisto del mercato estivo Igor Rakocevic. Chi ha destato una grande impressione è stato anche il Panatinaikos: i greci hanno vinto il proprio girone, con un record di 11-3: ma le tre sconfitte sono arrivate nelle ultime tre giornate, quando il primo posto era già assicurato. La dirigenza greca, volendo arrivare a tutti i costi alle Final Four casalinghe, possibilmente vincendole, non ha badato a spese pur di costruire una squadra di campioni attorno a coach Obradovic e i risultati sembrano fin qui darle ragione. A 10 vittorie troviamo poi l'Olympiakos e la Dinamo Mosca. Per i primi si può fare lo stesso discorso del Pana: la possibilità di giocare le Final Four in casa è uno stimolo per tutto l'ambiente e la squadra ha dimostrato di riuscire a sopperire in maniera efficace all'assenza per infortunio di quella che doveva essere la loro stella, il lituano Macijauskas, ritornato in Europa dopo la sfortunata parentesi NBA. La Dinamo è invece l'unica (relativa) sorpresa di alta classifica di questo primo turno: i ragazzi di coach Ivkovic, trascinati dalla coppia di lungagnoni greci Papadopoulos e Fotsis e dall'ex Tau Travis Hansen, hanno dato un'ulteriore dimostrazione che in Russia non c'è più solo il CSKA.
Anche il Barcellona, che nella Liga ACB sta faticando moltissimo, ha giocato alla grande, tanto che 3 delle sue 5 sconfitte totali sono arrivate nelle ultime quattro giornate, quando ormai Navarro e compagni avevano ottenuto la qualificazione. Tra le big , l'unica che forse ha faticato un po' più del previsto è stato il Maccabi: ma dopo le partenze estive di Maceo Baston e soprattutto di Anthony Parker, che hanno raggiunto aldilà dell'Atlantico il loro ex compagno Jasikevicius, tutti si aspettavano un calo della squadra di Tel Aviv. Ormai i tifosi israeliani devono rassegnarsi: non siamo più di fronte a quel team invincibile che ha dominato l'Europa in lungo e in largo fino a due stagioni fa. Pronostici rispettati, purtroppo, anche per le italiane. Le quattro compagini del Bel Paese hanno infatti mostrato ancora una volta quanto il livello del nostro campionato sia calato. Come l'anno scorso avremo solo due rappresentanti nelle Top 16 e i tempi in cui le squadre italiane partivano sempre come favorite e lottavano ogni stagione per il titolo sembrano ormai lontani. La Benetton Treviso è l'unica ad aver chiuso la prima fase con un record superiore al cinquanta per cento, con otto vittorie e 6 sconfitte. La squadra di coach Blatt si è dimostrata molto forte tra le mura di casa, cedendo solo a Napoli e all'irresistibile CSKA dell'ex Messina; per contro, è andata ad ottenere vittorie importanti in casa del Pau e a Kaunas. Peccato per le grosse polemiche che si sono scatenate in seguito alla vittoria nell'ultima giornata dei trevigiani, già qualificati, a Napoli: una vittoria che è costata l'eliminazione alla squadra partenopea, ma che ha permesso alla Benetton di ottenere il terzo posto nel proprio raggruppamento, venendo così inserita nel secondo gruppo di merito (in totale sono quattro) per le estrazioni dei gironi delle Top 16. Proprio questa ultima considerazione non può che diffondere un grande ottimismo a Treviso, considerando anche che dalla prossima giornata Blatt potrà schierare i due nuovi acquisti, Lorbek e Shumpert. I due andranno a rinforzare un gruppo che ha già fatto vedere grandi cose, soprattutto grazie a Nikos Zisis, uno dei migliori playmaker visti in azione nell'intera Eurolega, a un Marco Mordente che sta tirando con percentuali spaventose, soprattutto da tre punti, e al consueto solido impatto di Marcus Goree. L'altra italiana qualificata è la Lottomatica Roma: la Virtus, partita molto male con solo due vittorie nelle prime otto giornate, ha rimesso in piedi la stagione con tre splendide vittorie: sull'Olimpija Lubiana e soprattutto sul Maccabi e in trasferta a Badalona. Le ultime due giornate infine sono state vissute dai capitolini nel segno di Pepe Sanchez: il playmaker argentino dell'Unicaja ha infatti condannato Roma alla sconfitta a Malaga, ma nell'ultima partita, mentre la Lottomatica strapazzava il Cibona, è stato il protagonista principale nella vittoria degli spagnoli a Belgrado: la combinazione di risultati ha così permesso a Roma di qualificarsi al quinto posto nel suo girone. I protagonisti principali della stagione europea della Virtus sono stati finora, manco a dirlo, Bodiroga ed Hawkins: il serbo, nonostante non sia più un ragazzino, ha fatto vedere che di giocatori come lui ne esistono ben pochi, mentre la guardia ex Temple, dopo un difficile inizio di stagione, è tornato a giocare su ottimi livelli. I due hanno avuto un grosso aiuto da Mire Chatman, acquistato in corsa dalla società, che ha fatto vedere cose egregie, dando in Euroleague un contributo alla squadra decisamente superiore rispetto a quello che ha apportato in campionato. Di come si è conclusa la stagione europea di Napoli abbiamo già parlato in precedenza: ma Bucchi e i suoi giocatori devono rimproverarsi un inizio al ralentatore e specialmente le sconfitte casalinghe con il Pau-Orthez e col Fenerbache Ulker. L'ottimo finale, con le imprese in casa col Barcelona e in trasferta in Francia e ad Istanbul, non è bastato per rovesciare le sorti della stagione. I napoletani devono anche rimproverarsi per le prestazioni troppo altalenanti dei singoli, con il solo Mason Rocca a garantire un minimo di continuità. Continuità che certamente è mancata anche alla Fortitudo: dopo una partenza disastrosa (0-5) l'arrivo di coach Ataman, l'esplosione di Mancinelli, e l'impatto devastante di James Thomas hanno portato a qualche impresa davvero notevole, come le vittorie a Istanbul, a Colonia e con il Tau. Ma il sogno dei bolognesi di approdare inaspettatamente alle Top 16 si è infranto alla penultima giornata, quando l'Efes Pilsen, al termine di una gara combattutissima, ha espugnato il Paladozza: l'impresa di andare a vincere di 15 in Polonia nell'ultimo turno non è riuscita alla Climamio, priva di Thomas e Belinelli, e il passaggio del turno è rimasto un sogno. A completare il quadro delle qualificate per le Top 16 troviamo l'Efes del campione d'Italia uscente Drew Nicholas, il Prokom, la Joventut Badalona, coi suoi due baby fenomeni Rudy Fernandez e Ricard Rubio, l'Unicaja Malaga di Sergio Scariolo, nettamente in calo rispetto allo scorso anno, il Partizan Belgrado, forte di un Peja Drobnjak tornato su altissimi livelli, il Pau-Orthez e infine i greci dell'Aris Salonicco.
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