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18 and D'oh! XLII Superbowl incredibilmente ai Giants
09 Feb 2008 by D.Colombo
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Solo una, ne mancava solo una di vittoria ai Patriots in questa stagione per essere consacrati nella storia come miglior squadra di sempre nella NFL, ma l’unica L nel bilancio tra vittorie e sconfitte è arrivata proprio nella partita più importante: il Superbowl. Se i Pats avessero vinto sarebbero diventati degli immortali, una dynasty capace di ripetersi 4 volte in un decennio, impresa riuscita solo ai mitici 49ers tra gli anni 80/90 e Tom Brady avrebbe conquistato definitivamente il posto come miglior QB di sempre in questo sport. A rovinare la festa alla squadra di Boston ci ha pensato però Manning jr con i suoi Giants. La partita è stata molto interessante e molto pregna di contenuti. Quasi una partita di scacchi(il primo possesso Giants è durato 10 minuti) giocata dai due allenatori Belichick e Coughlin su un campo da football. L’allenatore di NY, aiutato da Spagnuolo(def. Coordinator) ha compiuto l’impresa dove nessuno in questa stagione era riuscito: bloccare il fenomenale attacco dei Patriots. Tramite un gioco difensivo molto fisico, pieno di continui blitz su Brady(5 sacks), i Giants hanno imbrigliato il fenomenale attacco aereo della squadra bostoniana, rendendo praticamente nulli Randy Moss e Wes Welker, due dei migliori WR della lega, riuscendo a tenere il punteggio basso, 7 a 3 fino all’ultimo quarto. Manning dal canto suo non ha sbagliato niente, ha guidato magistralmente un attacco molto bilanciato tra corse e lanci portando avanti la propria linea con i suoi due RB Bradshaw e Jacobs e lanciando accuratamente Burress, Tyree e Boss sul profondo. La svolta è successa nel 4° quarto, quando un lancio tra Manning e il TE Boss(il sostituto del grande assente Shockey), riusciva a guadagnare 45 yd entrando cosi nel cuore della difesa dei Pats rendendo di ordinaria amministrazione alcune azioni dopo il TD a New York con un passaggio da Manning a Tyree, che portava avanti i Giants nel punteggio 10 – 7. Nell’attacco successivo finalmente i Patriots trovavano con continuità la connection Brady – Moss, attesa per tutta la partita, che faceva mettere la testa avanti a NE per 14 – 10. A 35 secondi dalla fine, però, è accaduto di nuovo, Davide ha battuto Golia per l’ennesima volta. Un preciso lancio di Manning a Burress, con notevole complicità del CB Hobbs, come la fiondata bibilica riscriveva la storia(17 -14 alla fine), disarcionando i Patriots dal carro degli immortali e incoronando ancora, come l’anno scorso, un Manning re del “grande ballo”.
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