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XX Giochi Olimpici Invernali 10-26 Febbraio 2006
08 Feb 2006 by Laura Pecoraro
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Tre. Sono i giorni che ci separano dall’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. Olimpiadi Invernali per noi tanto sospirate. Per noi italiani intendo, visto che le ultime le abbiamo, anzi, le hanno viste 50 anni fa. Volute e odiate da noi torinesi in particolare, per tutti gli onori e oneri che questi avvenimenti comportano. Polemiche e pacche sulle spalle. Nella nostra città abbiamo visto più cambiamenti in questi ultimi due anni che non negli ultimi trenta e spesso neanche piacevoli o necessari. Ma al di là delle opinioni personali, è innegabile che questa sarà una vetrina importante per Torino. Non sarà difficile trovare su un qualsiasi canale televisivo o sui giornali abbondanti notizie sulle discipline, gli atleti e quant’altro ruota intorno a questi Giochi. E ne siamo ben contenti, finalmente si parlerà di qualcosa che non sia calcio! Anche nel forum di questo sito potrete trovare tutte le informazioni sportive e tecniche. Vorrei quindi soffermare l’attenzione sulla storia, sugli intenti e i valori di questi Giochi Olimpici, valori troppo spesso dimenticati. Procediamo con un breve escursus storico. Le prime tracce documentate della celebrazione dei Giochi Olimpici ci portano ad Olimpia, nell’antica Grecia, nel 776 a.C., anche se certamente questa non fu la prima occasione in cui si tennero. I Giochi erano Agoni, parola che ha la stessa radice di agonia e che significa sforzo, competizione. Da quel momento in poi, i Giochi divennero sempre più importanti in tutta la Grecia antica, rivestendo anche un’importanza religiosa: si svolgevano in onore di Zeus, del quale proprio ad Olimpia troviamo un’enorme statua. I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo tra le due celebrazioni divenne noto come Olimpiade. Per tutta la durata dei giochi venivano sospese le guerre in tutta la Grecia, da qui la tradizione della “Tregua Olimpica” portata avanti ancora oggi. Quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'Impero Romano, i Giochi Olimpici vennero visti come una festa "pagana" e, nel 393, l'imperatore Teodosio I li vietò, ponendo fine a una storia durata 1000 anni. Ma i Giochi Olimpici non morirono. Nel XVII secolo un festival sportivo che prendeva il nome dalle Olimpiadi si tenne in Inghilterra. Nei secoli seguenti eventi simili vennero organizzati in Francia e in Grecia, ma si trattava di manifestazioni non internazionali. L'interesse nella rinascita dei Giochi Olimpici crebbe quando le rovine dell'antica Olimpia vennero scoperte da alcuni archeologi tedeschi alla metà del XIX secolo. Contemporaneamente un barone francese, Pierre de Coubertin, cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i francesi non avessero ricevuto un'educazione fisica adeguata, e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche trovare un modo per avvicinare le nazioni e permettere ai giovani del mondo di confrontarsi in una competizione sportiva piuttosto che in guerra. La rinascita dei Giochi Olimpici avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli obiettivi. De Coubertin presentò in pubblico le sue idee nel giugno 1894 durante un congresso presso l'università della Sorbona a Parigi. La proposta venne accolta e i primi Giochi Olimpici dell'era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati. Il primo sport invernale inserito nel programma delle Olimpiadi fu il pattinaggio su ghiaccio nel 1908 a Londra: si disputarono quattro gare di pattinaggio artistico. Tre anni dopo, il Conte italiano Eugenio Brunetta d’Usseaux propose al Comitato Olimpico Internazionale di organizzare una settimana di sport invernali come parte del programma delle Olimpiadi estive del 1912 a Stoccolma. Gli organizzatori si opposero all'idea, poiché volevano promuovere i Giochi Nordici, una competizione di sport invernali a cadenza quadriennale tra concorrenti delle nazioni nordiche. La stessa idea venne proposta nuovamente per i Giochi di Berlino del 1916. Venne programmata una settimana di sport invernali con pattinaggio di velocità, pattinaggio artistico, hockey su ghiaccio e sci nordico, ma le Olimpiadi del 1916 vennero cancellate a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Le prime Olimpiadi del dopoguerra, i Giochi del 1920 di Anversa, mostrarono ancora il pattinaggio artistico, mentre l'hockey su ghiaccio fece il suo debutto olimpico. Finalmente nel 1925 il CIO decise di creare una manifestazione separata, i Giochi Olimpici Invernali, slegati dalle Olimpiadi estive. Le gare del 1924 a Chamonix, in Francia, vennero retroattivamente designate come le prime Olimpiadi Invernali. Nel corso dei 68 anni successivi si sono svolte nello stesso anno di quelle estive. Nel 1994 a Lillehammer le Olimpiadi Invernali iniziano una vita propria, svolgendosi sempre ogni quattro anni ma in un anno differente da quelle estive. Il nostro paese ha ospitato i Giochi Olimpici solo due volte, quelli Invernali nel 1956 a Cortina d’Ampezzo e quelli Estivi nel 1960 a Roma. A 50 anni di distanza, Torino sarà la prima città di pianura ad ospitare le Olimpiadi Invernali. Come ogni attività umana, sportiva e non, anche i Giochi Olimpici hanno simboli e gesti. Osserviamoli più da vicino.
I SIMBOLI OLIMPICI
I cinque cerchi: gli anelli intrecciati rappresentano l'unità dei cinque continenti, mentre i cinque colori ad essi associati (blu, giallo, nero, verde, rosso) sono stati scelti perché utilizzati in tutte le bandiere del mondo. I cinque cerchi compaiono anche sulla bandiera olimpica, che viene issata ad ogni edizione dei Giochi a partire dal 1920. Il motto olimpico ufficiale: "Citius, Altius, Fortius", un'espressione latina che significa "più veloce, più alto, più forte". Un altro motto, non ufficiale ma non meno importante fu la famosa frase di De Coubertin "L'importante non è vincere ma partecipare". La fiamma olimpica: è l’immagine stessa delle Olimpiadi fin dai tempi dei Giochi dell’antichità, quando gli atleti gareggiavano in una staffetta passandosi tra di loro la Torcia. Secondo la mitologia greca la sacra scintilla del Fuoco fu rubata agli Dei e portata sulla terra da Prometeo per divenire il simbolo della ragione, della libertà e della creatività umana. Viene accesa ad Olimpia e portata da una staffetta di tedofori fino alla città che ospita i Giochi, dove viene impiegata per accendere il braciere olimpico durante la cerimonia di apertura. La fiamma olimpica arde nel braciere per tutta la durata delle Olimpiadi e viene spenta nel corso della cerimonia di chiusura.
LE CERIMONIE OLIMPICHE
La cerimonia di apertura comprende diversi elementi tradizionali. Si comincia con la sfilata dei paesi partecipanti, gli atleti marciano nello stadio divisi per nazione. I paesi sfilano secondo l'ordine alfabetico, ad eccezione del paese ospitante che entra per ultimo nello stadio. Ogni delegazione nazionale è preceduta da un alfiere con la bandiera del paese. Al termine della sfilata, il capo di stato del paese organizzatore apre formalmente i Giochi. Successivamente viene suonato l’inno olimpico e viene issata la bandiera olimpica. Arriva poi il momento in cui la torcia con la fiamma olimpica entra nello stadio. All'ultimo tedoforo spetta il compito di accendere il braciere. Contemporaneamente vengono liberate delle colombe, simbolo di pace. Infine, tutti i portabandiera si riuniscono attorno ad un podio, dove un rappresentante degli atleti e uno dei giudici di gara (entrambi del paese ospitante) pronunciano il giuramento olimpico, impegnandosi a nome di tutti a gareggiare e a giudicare secondo le regole che governano i Giochi Olimpici. Oltre agli elementi tradizionali, il programma della cerimonia di apertura di solito prevede anche una parte artistica con danze, canti e coreografie ispirate al folklore e alla storia del paese ospitante. La cerimonia di chiusura è più semplice e meno formale di quella di apertura. Gli atleti entrano nello stadio mescolati tra loro, senza distinzione per nazione. Viene spento il fuoco olimpico e la bandiera olimpica viene calata e consegnata al sindaco della città che ospiterà la successiva edizione delle Olimpiadi. Il presidente del CIO dichiara ufficialmente chiusi i Giochi Olimpici. Anche nella cerimonia di chiusura c'è spazio per la parte artistica, con richiami sia al paese che ha appena ospitato i Giochi, sia alla nazione che li ospiterà tra quattro anni.
Infine, ma non ultimo per importanza, vorrei ricordare lo spirito che anima le Olimpiadi: “Se possiamo avere la pace per 16 giorni, forse possiamo averla per sempre” L’articolo 2 della Carta Olimpica recita: “Lo scopo dell’Olimpismo è mettere lo sport al servizio dello sviluppo armonioso dell’uomo, nell’ottica di promuovere una società pacifica che si preoccupi di salvaguardare la dignità umana.” In virtù di questi valori, l’augurio che possiamo farci è che anche i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 contribuiscano ad un futuro di pace e di dialogo fra tutti i paesi partecipanti.
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